Cos’è l’arresto del pensiero quando è utile

L’arresto del pensiero

 

Per chi è utile e quando

Esiste una categoria di pazienti che soffrono di particolari stati d’ansia legati a sequenze di pensieri o di immagini ricorrenti ed ansiogene che essi non riescono a controllare.

Problemi di questo tipo, sono spesso presenti in pazienti ossessivi, depressi o fobici.

E’ piuttosto frequente in campo clinico il caso di persone che presentano “ruminazioni” a contenuto ansiogeno legate spesso alla propria salute (paura di gravi malattie, di infarto, di impazzire etc.), al proprio valore personale (convinzione di non avere nulla, di non meritare nulla etc.) o al rapporto con altre persone.

E’ fuori dubbio che per molti pazienti la presenza di pensieri ansiogeni ricorrenti costituisce un notevole problema.

La  procedura di arresto del pensiero è abbastanza semplice ed inizia chiedendo al soggetto di chiudere gli occhi e di pensare deliberatamente, ad alta voce o meno, alle sue idee ricorrenti ed ansiogene.Se i pensieri indesiderati non vengono espressi ad alta voce, si chiede al soggetto di indicare al terapeuta, mediante un segnale convenuto, il momento in cui tali pensieri incomincino a presentarsi.

All’apparire del segnale o quando il cliente incominci a verbalizzare una delle sue idee ossessive, il terapeuta grida “Stop” a voce alta.

Questo produce generalmente un sussulto del soggetto e le sue rimuginazioni vengono momentaneamente interrotte; la stessa sequenza viene ripetuta diverse volte ed il cliente viene addestrato gradualmente a dire a se stesso, dapprima ad alta voce poi solo nel pensiero, la parola “Stop”.

Il trattamento vero e proprio, può essere suddiviso in 4 parti:

Fase 1: il soggetto verbalizza i propri pensieri ed il terapeuta li interrompe con uno “Stop” ad alta voce.

Fase 2: il soggetto verbalizza subvocalmente (cioè mentalmente) i propri pensieri e segnala l’inizio della sequenza al terapeuta; questi immediatamente la interrompe con uno “Stop” ad alta voce.

Fase 3:  il soggetto verbalizza subvocalmente i propri pensieri che poi interrompe da solo, con uno “Stop” ad alta voce.

Fase 4: il soggetto verbalizza internamente sia la sequenza di pensieri disturbanti, sia lo “Stop” che la interrompe.

Solitamente questo esercizio viene ripetuto più volte dal paziente a casa, tra una seduta e l’altra.

A cura di Paola Felici

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